- F.lli Nalin

Vai ai contenuti

Menu principale:


continua dalla homepage)

SISTRI, Sistema di tracciabilità dei rifiuti

Un anno fa circa, il SISTRI rivelava l’incapacità di essere messo in opera e con la legge del 7 Agosto 2012 n. 134 il Ministero dell'Ambiente, allora presieduto dal Ministro Clini fu sospeso fino e non ol-tre il 30 Giugno 2013.
Con il decreto Ministeriale del 30 Marzo 2013 n. 96 Il SISTRI riprende vita e vengono definite due nuove date per il suo avvio a scaglioni.
Brevemente ricordiamo chi sono i due gruppi di soggetti:
•Produttori iniziali di rifiuti pericolosi con più di 10 dipendenti ed enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi derivanti dalle attività individuate dall'art. 3 comma 1 lett. c) d) e) f) g) h) del DM 18 Febbraio 2011 n. 52. Partenza 1 Ottobre 2013.
•Altri enti ed imprese obbligate all'utilizzo del SISTRI. Partenza del 3 Marzo 2014.
Il SISTRI proprio come annunciato dal Ministero dell'Ambiente ha avviato le procedure di controllo delle anagrafiche delle imprese e degli enti già iscritti al sistema chiedendo loro di allineare i dati che non dovessero esserlo.
Tutte le imprese già iscritte che dovessero rendersi conto di aver apportato delle modifiche alla propria azienda devono inserire il proprio dispositivo USB ed accedere all'area anagrafica modifican-do i dati non allineati all'attuale situazione aziendale.
Le imprese che invece non sono ancora iscritte ma ricadono tra i soggetti obbligati dovrebbero iniziare a compilare i moduli da invia-re al SISTRI per ottenere il rilascio dei dispositivi USB.
800 00 38 36


AMBIENTE

Residui non facenti parte del ciclo estrattivo sono rifiuti
In caso di successiva, nuova e diversa attività di lavorazione su prodotti di cava, residui ed inerti di tale nuova attività - differente da quella di cava - vanno considerati rifiuti facendo riferimento alla disciplina generale.
Lo ricorda la sentenza 26405/2013 della Cassazione: l'esclusione dalle regole generali previste in materia di rifiuti (Parte IV del DLgs 152/2006) prevista dall'art. n. 185 della stessa normativa per i “rifiu-ti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dal-l'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave”, si applica solo nel caso in cui i materiali derivanti da sfruttamento di cave - che restano all'interno del ciclo produttivo di estrazione e connessa pulitura - siano regolati dalle norme speciali contenute nel DLgs 117/2008 (“Attuazione della direttiva 2006/21/Ce relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive”).
Nel caso in cui i fanghi di cava derivino invece da una successiva e diversa attività di lavorazione dei materiali, di fatto estranea al ci-clo produttivo di sfruttamento della cava, si torna invece ad applica-re la disciplina generale sui rifiuti che rimane applicabile in tutti quei casi non disciplinati all’interno del DLgs 117/2008/Ce

Anche il privato che brucia rifiuti commette reato
Per il bruciare rifiuti, anche occasionalmente, si parla di reato di "smaltimento illecito" (articolo 256, comma 1, DLgs 152/2006) che può essere commesso anche da privato.
Lo ha ricordato la Corte di Cassazione ad un privato accusato di aver bruciato, occasionalmente, rifiuti a terra. I Giudici hanno prima inquadrato l'attività in questione come "smaltimento" ex art. 183, comma 1, DLgs 152/2006 (Codice dell'ambiente), il quale richiama come "smaltimento" attività incluse nell'allegato B del Codice stes-so, tra cui c'è incenerimento a terra (lettera D10).
Poi il Collegio ha dichiarato il reato applicabile anche a privati, non solo ad imprese.
Infatti nel caso di specie, ha ricordato la Cassazione, non ci si tro-vava di fronte ad un "abbandono o deposito incontrollato di rifiuti", reati che richiedono di essere commessi da imprese o responsabili di enti, ma nella ipotesi di "smaltimento illecito", reato che può es-sere commesso da "chiunque" (articolo 256, comma 1, DLgs 152/2006).

(continua dalla homepage)

Novità sui Pneumatici fuori uso (Pfu)

Approvazione del contributo per la gestione di pneumatici fuo-ri uso derivanti da demolizione di veicoli a fine vita per il 2013
Pubblicato sul sito del Ministero dell’ambiente Decreto che stabili-sce l’entità del contributo per gestire i Pneumatici fuori uso (Pfu) provenienti da veicoli a fine vita che i rivenditori riscuoteranno a partire dalla data del 20 luglio 2013, data in cui diventa efficace il Decreto.
Facendo un confronto tra il nuovo Decreto con quello del 26 aprile 2012 - con il quale si era stabilita per la prima volta l’entità dei contributi ai sensi dell’articolo 7 del Dm 82/2011 - spicca il contributo per i pneumatici di ciclomotori e motoveicoli (categoria A1) e degli autoveicoli (categoria B1), che passano rispettivamente da 1,30 € a 1,53 € e da 5,25 € a 5,40 € a pneumatico.
Minore l’aumento dei contributi per i pneu-matici più pesanti delle macchine agricole, operatrici e industriali (categorie D3-D6, mentre resta invariato l’onere per la categoria D2), così come la riduzione prevista a favore degli autocarri (da 27 € a 26,97 € la categoria C1, da 49,85 € a 48,79 € la categoria C2).

Incentivi per la Formazione - Autotrasporto merci pubblicato Decreto Ministeriale che fissa le modalità di erogazione di risorse per formazione professionale in imprese di autotrasporto merci in conto terzi, iscritte al REN ed all'apposito Albo.
Contributo massimo erogabile per singola impresa è pari a 150.000 euro, a favore di imprese di autotrasporto merci in conto terzi che partecipino ad iniziative di formazione o aggiornamento professio-nale, generale o specifico, volte ad acquisire competenze adeguate a gestione d’impresa e nuove tecnologie, con il fine di promuovere sviluppo della competitività, innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro.
Le risorse complessive stanziate a tal fine ammontano a 16 milioni di euro: qualora tale somma non fosse sufficiente a soddisfare inte-ramente le istanze giudicate ammissibili, il contributo sarà proporzionalmente ridotto fra tutte le imprese richiedenti.
Esclusi dall’ambito di applicazione del decreto corsi di formazione finalizzati all’accesso alla professione di autotrasportatore ed al-l’acquisizione o rinnovo di titoli richiesti obbligatoriamente per eser-citare una determinata attività di autotrasporto.
Ai fini del finanziamento, la formazione potrà essere avviata solo a partire dal 15 ottobre 2013 e terminata entro e non oltre il 15 apri-le 2014. Ogni impresa richiedente può presentare una sola domanda di contributo, da redigere utilizzando esclusivamente il modello riprodotto in calce al decreto in oggetto, completando tutti i campi ed allegando tutta la documentazione richiesta.
Termine di presentazione delle domande è il 15 luglio 2013; l’ero-gazione del contributo avverrà al termine delle realizzazione del progetto formativo. A tal fine, entro il 15 aprile 2014, dovrà essere inviata specifica rendicontazione dei costi sostenuti.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu